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lucafortunato
Blog dal 20 settembre 2008 al 16 gennaio 2017. "Credo esista, e lo sento dentro di me, un istinto della verità" - Darwin. Nuovo Blog "Cittadino olistico" dal 28 ottobre 2015 su Blogger: www.lucafortunato.blogspot.com


Diario


16 gennaio 2017

Ciao ciao

DA OGGI, PRESENTE, COME BLOGGER,  SOLO SUL MIO NUOVO BLOG "CITTADINO OLISTICO" VEDI LINK, LATO DESTRO. 

L'UOMO INTELLIGENTE INVENTA LA STUPIDA TECNOLOGIA. MA SE DA ESSA EGLI NON SA DISTACCARSI QUANDO OCCORRE, RISCHIA DI ASSOMIGLIARLE!
AD MAIORA.
LUCA FORTUNATO 




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11 dicembre 2016

Ad maiora!

Ad maiora!

di Luca Fortunato

fortunato.luca73@libero.it

 

Nel ricordare al lettore di oggi che martedì 20 dicembre 2016 esce il mio primo libro “Esempi d’Olismo” (stabilità degli alberi, Xylella, agricoltura, dissesto idrogeologico, stime) in Anteprima accessibile dal link indicato nel post del 30 novembre 2016 a cui si rimanda, arricchisco questo spazio internet con le parole di un grande, Jean – Paul Sartre, salutando tutti caramente e dando a tutti appuntamento a dicembre dell’anno prossimo (2017) in occasione dell’uscita del mio secondo libro (a cui inizierò a lavorare già nei primissimi giorni del nuovo anno, tanto incoraggianti sono state le reazioni più che positive e ben oltre le mie stesse aspettative già avute con l’anteprima del libro e, ancor prima, con l’anticipo di pubblicazione della mia Teoria Xylella e dei suoi primi sviluppi matematici. Grazie. Grazie davvero.). Ciao a tutti. Luca Fortunato

[…] Bisogna lottare, questo è vero. Ma non si tratta di volontarismo. Se io fossi convinto che qualunque lotta per la libertà è necessariamente destinata all’insuccesso, lottare non avrebbe alcun senso. No, se non sono del tutto pessimista, è innanzitutto perché sento in me certe esigenze che non sono solamente mie, ma che sono, in me, quelle di ogni uomo. In altri termini, è la certezza vissuta della mia libertà, in quanto libertà di tutti, che mi dà ad un tempo l’esigenza di una vita libera e la certezza che questa esigenza è – in modo più o meno cosciente – quella di ognuno. La rivoluzione che verrà sarà molto diversa dalle precedenti, durerà molto più a lungo, sarà molto più intransigente, più profonda (….) La rivoluzione non è un momento di rovesciamento di un potere da parte di un altro, ma un lungo movimento di svilimento del potere. Nulla ci garantisce che riuscirà, ma nulla può convincerci razionalmente che lo scacco sia fatale. Ma l’alternativa è proprio questa: socialismo o barbarie. (…) io scommetto sull’uomo, non su Dio. (…) Ho una certezza, quella che bisogna svolgere una politica radicale. […] Jean – Paul Sartre


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5 dicembre 2016

Il Referendum visto dall'Olismo

Il Referendum visto dall’Olismo

 di Luca Fortunato

 fortunato.luca73@libero.it

 

Il Referendum costituzionale ha dato i seguenti e principali risultati: NO 59,1%, SI’40,9%, pressoché omogeneità territoriale del NO (ad esclusione infatti delle sole Regioni di Toscana ed Emilia – Romagna e della Provincia Autonoma di Bolzano), dimissioni di Renzi. Chiariamoci: anche stavolta non sono proprio andato a votare, coerentemente con il mio disimpegno politico (che è anch’esso un atto politico) ed in essere da diversi anni ormai. Ed è altresì evidente che ho comunque desiderato che vincesse il NO (basta leggere i miei post politici ed in tempi non sospetti). E gioisco per quei parenti e quegli amici che ieri hanno votato NO. Così come ho sempre sostenuto, e lo sostengo anche oggi, che la Costituzione necessita certamente d’essere cambiata e in diversi suoi aspetti. Ma, ed è questa la vera riflessione odierna, in un Paese complesso come l’Italia e con una Costituzione dai significati e dalle implicazioni altrettanto complessi, il semplicismo ed il riduzionismo, tanto di contenuto quanto di forma, portato avanti da Renzi, dal “suo” PD, e da tutti quelli che hanno votato SI’, hanno trovato il loro naturale approdo: l’isola dell’illusione. Ora, c’è da augurarsi – perché non è affatto scontato ed automatico – che il significato di quello che è accaduto sia davvero compreso e tradotto in conseguenti e sensati comportamenti tanto sul piano specifico (crisi di Governo e sue conseguenze) tanto sul piano generale (la Politica italiana ed il suo Popolo). E forse l’Olismo potrebbe aiutare. Anzi ….. Esso avrebbe già e certamente proprio evitato un Referendum del genere! Non scorgendone la minima probabilità di riuscita (il senso del mio disimpegno, anche stavolta ……): gli Italiani, infatti, sono stati chiamati ad esprimersi su un cambiamento costituzionale (generale) e non su un cambiamento specifico (un particolare tema: aborto, divorzio ecc.). Andava preparato meglio. Spiegato meglio. In più tempo. Con anche più teoria. Ed il tutto in modo più organico, più integrato, intero. E se qualcuno ha visto come “specifica” la chiamata alle urne perché si interveniva su ”alcuni punti” della Costituzione, egli ha appunto commesso un grande e grave errore (riduzionistico) di valutazione paradigmatica. La Costituzione è entità complessa. L’Italia è complessa. Ed il Popolo non poteva che reagire come ha reagito visto che si è rischiato di andargli “a toccare” la Carta Costituzionale in un modo appunto “puntiforme” e che pertanto è apparso come un modo -  nella migliore delle ipotesi -  superficiale e riduzionistico  per una cosa grande come la Costituzione (e dunque un modo troppo rischioso) oppure è apparso come un modo – nella peggiore delle ipotesi – alquanto furbesco (e dunque con prospettive di deriva autoritaria). La Politica è una cosa seria. Spero ritorni quella vera. Ad maiora! (… e chissà che non mi ritorni la voglia di votare … ed in generale di impegnarmi …..) Luca Fortunato

 


30 novembre 2016

Anteprima Libro "Esempi d'Olismo" (stabilità alberi, Xylella ecc.)

ANTEPRIMA LIBRO "ESEMPI D'OLISMO" (stabilità alberi, Xylella ecc.)

VAI SU: 

http://lucafortunato.blogspot.it/2016/11/anteprima-libro.html

AD MAIORA! Luca Fortunato


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26 novembre 2016

FIDEL ...

Fidel ….

di Luca Fortunato

fortunato.luca73@libero.it

 

Ciao Grande Fidel (13/08/1926 – 25/11/2016)

Insieme al “Che”, ci hai insegnato a scegliere tra il giogo e la Stella …..

Ciao Grande Cuba (01/01/1959 – 25/11/2016)

e per fortuna che ti ho conosciuta:

Aprile 2005

L’Avana – Santa Clara – Cienfuegos

Un viaggio straordinario. Anzi, il Viaggio!


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25 novembre 2016

L'acqua diversa

L’acqua diversa

di Luca Fortunato

fortunato.luca73@libero.it

con aggiornamento (in rosso) delle ore 22:00

Da sempre l’acqua fa il suo mestiere. E sempre lo farà. Magari, anzi certamente, con modalità diverse. Ma sempre senza colpa. Il dissesto idrogeologico è certamente colpa dell’uomo. Ma questa banalità va resa meno banale. Va inquadrata paradigmaticamente, innanzitutto. E correttamente in tal senso. Altrimenti tutto ciò che ne potrà discendere sarà sbagliato. Qui, ora, da parte mia, giusto una piccola riflessione, un piccolo contributo di riflessione. Da cittadino italiano non posso non essere toccato dalle notizie e dalle immagini che giungono dal Nord Ovest del “Bel Paese” e, purtroppo, a seguire, anche dall'estremo Sud. Nel mio Primo Libro, invece, – che esce per Natale – vi è il 5° capitolo dedicato ad un particolare aspetto e ad una particolare cronaca del dissesto idrogeologico italiano che ritengo essere emblematici anche sul piano generale. Avendola comunque avuta l’idea paradigmatica in merito, l’ho scritta. Poi se gli addetti ai lavori ne vorranno approfittare, ci faranno un piacere. Altrimenti, la mia idea resterà comunque scritta. Ed esisterà anche nota al pubblico. Ma veniamo al mio breve, anzi brevissimo, contributo di oggi:  una volta pioveva in un certo e regolare modo. Certo con qualche eccezione. Ma il regime era e rimaneva regolare. E dunque tutte le progettazioni territoriali e le realizzazioni territoriali (canali, argini, briglie, strade, ponti, assetti urbanistici ecc.) erano, ed in modo sensato, concepite, dimensionate, realizzate e collaudate tenendo conto del rapporto lineare – effettivamente esistente e ragionevolmente prevedibile – tra le piogge (quantità, frequenza, stagionalità, intensità ecc.) e gli spazi e le superfici ed i contesti a terra (città, campagne, boschi, fiumi, laghi ecc.). Ed Oggi? Con i cambiamenti climatici? Oggi piove in un certo ed irregolare modo. Il regime è atipico. E dunque tutte le nuove progettazioni territoriali e tutte le nuove realizzazioni territoriali (canali, argini, briglie, strade, ponti, assetti urbanistici ecc.) andranno, ed in modo sensato, concepite, dimensionate, realizzate e collaudate tenendo conto del rapporto non lineare, non più lineare – effettivamente esistente e ragionevolmente imprevedibile  – tra le piogge (quantità, frequenza, stagionalità, intensità ecc.) e gli spazi e le superfici ed i contesti a terra (città, campagne, boschi, fiumi, laghi ecc.). Quanto alle esistenti entità territoriali (canali, argini, briglie, strade, ponti, assetti urbanistici ecc.) divenute inidonee e per le quali non sono e non sarebbero più sufficienti nemmeno le solo azioni di pulizia e manutenzione – che dove avvenissero sarebbero comunque le benvenute, sia chiaro, se non altro per migliorare la situazione ma non certo per risolvere il problema – è necessario ri-dimensionarle tenendo appunto conto del nuovo rapporto non lineare tra le piogge e gli spazi e le superfici ed i contesti a terra. L’aritmetica e la classica geometria analitica vanno incluse in un più ampio contesto di matematica superiore. E la fisica classica va considerata come un certamente utile trampolino per compiere, però, un tuffo. Ad maiora! Luca Fortunato


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24 novembre 2016

Se Ippocrate insegna (a tutti)

Se Ippocrate insegna (a tutti)

di Luca Fortunato

fortunato.luca73@libero.it

 

Ieri mattina sono stato a Bari. Città che da sempre si incrocia con il mio destino di studi, di ricerche, di lavoro. Con ieri, una voce nella parte positiva del bilancio sicuramente si aggiunge. Un felice e nuovo capitolo si è aperto e continuerà ad avanzare. Assolto il mio impegno, sulla strada del ritorno a Matera, continua la mia fortuna: per caso osservo degli agricoltori fare un qualcosa di veramente giusto. Qualche tratto più avanti, sempre per caso, osservo, invece, degli operai fare qualcosa di veramente giusto. Gli incontri con pratiche lavorative diverse di mondi diversi sono stati casuali ma di quei due scenari vi ho rilevato un tratto virtuoso di tipo paradigmatico in comune. E mi salta in mente questa riflessione. Uno dei fondamenti della medicina ippocratica è il principio che vede il corpo umano animato da una forza vitale che tende spontaneamente a riequilibrare le disarmonie che possono far emergere le patologie. Per cui, tanto la salute quanto la malattia dipendono da circostanze insite nella persona stessa e non da agenti (naturali e/o artificiali) esterni o da interventi soprannaturali (divini). E quindi, la via della possibile guarigione consisterà nel limitarsi a stimolare questa forza vitale senza l’illusione di potersi sostituire ad essa. Ippocrate teorizzò la necessità di osservare i pazienti considerandone tanto  l'aspetto generale quanto i sintomi specifici e fu il primo ad introdurre i concetti di diagnosi e prognosi. Solo tenendo presente lo stile di vita del malato il medico è in grado di inquadrare correttamente la malattia e di potervi eventualmente porre rimedio. Ippocrate chiama in causa gli aspetti dietetici, atmosferici, sociali, psicologici (visione globale dunque e propriamente integrata cioè che vede fusi tra di loro i diversi e vari aspetti in una sintesi diversa e maggiore e che dunque non si limita semplicemente a sommare, accostare ed ammucchiare tra di loro i diversi aspetti in una pseudo-sintesi tanto inutile quanto illusoria. Visione globale ed autenticamente integrata che è stata tradita dal Riduzionismo emerso nel 1600 e che ha dominato praticamente fino ai primi anni del 1900. Visione che per fortuna l’Olismo riemerso in chiave moderna negli stessi primi anni del 1900 e sempre più in avanzamento a tutt’oggi sta recuperando e rilanciando, nonostante le resistenze dell’establishment ancorato ancora al Riduzionismo e che “innova” sempre però all’interno del Riduzionismo …..e cioè non innova affatto!). Ma l’essenza del pensiero medico e della pratica medica del Grande Ippocrate presenta anche un altro tratto significativo: da una parte vi è grande stima dell’approccio sperimentale, che permette di portare gradualmente alla comprensione dei fenomeni, ma dall’altra vi è la necessità di inserire e di spiegare i dati sperimentali e le conoscenze sperimentali in un quadro teorico e complessivo che permetta al medico di meglio orientarsi nell’eterogenea varietà dei casi che egli si trova ad affrontare. Anzi, secondo Ippocrate è questa fase di conoscenza generale che permette al medico di essere davvero tale. Ebbene, io credo che tale modello ippocratico (che è modello gnoseologico, paradigmatico, scientifico, epistemologico, metodologico, lavorativo  ma anche e soprattutto modello culturale) possa, anzi debba, essere esteso anche alle altre medicine (medicina veterinaria, medicina vegetale, medicina territoriale, medicina ecologica, medicina economica, medicina sociale ecc.). Per fortuna, godendo di buona salute, non frequento - se non per le normali consuetudini - i medici della persona umana. Ma mi capita di frequentare spessissimo i medici non degli esseri umani. E tanto mi basta per dire che estendendo a loro - realmente e non solo in apparenza ….. - il virtuoso ed olistico modello ippocratico – pur nella specificità dei diversi settori e delle diverse scienze - ne guadagnerebbe il Mondo intero! Ad maiora! Luca Fortunato

 

 

 


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22 novembre 2016

Festa dell'Albero 2016

Festa dell’Albero 2016

di Luca Fortunato

fortunato.luca73@libero.it

 

Un albero è un essere vivente e dunque è un sistema complesso e dunque è caratterizzato da Olismo vale a dire che esso è un intero organismo maggiore della somma e delle relazioni delle sue parti. Questa antica saggezza intuitiva è stata paradossalmente ripresa dalla Scienza moderna e da essa è stata spiegata, puntualizzata, dettagliata, valorizzata, mostrata e dimostrata. Da questo diverso aspetto paradigmatico discende tutta una serie di implicazioni gnoseologiche, epistemologiche, metodologiche, tecniche, tecnologiche, professionali, lavorative ecc. necessariamente di tipo intuitivo, sintetico, deduttivo, euristico, non-lineare ecc. che quando si ha a che fare con gli alberi (per piantarli, per potarli, per valutarne la stabilità, per curarli ecc.) è necessario tenere presente, sviluppare, applicare, esercitare e praticare. Su tutto ciò, purtroppo, l’establishment continua a tenere un atteggiamento di diniego continuando a tenere viva l’ormai defunta visione dell’albero come un sistema articolato (che è ben diverso da complesso in senso scientifico, sebbene appunto nella lingua comune articolato e complesso siano sinonimi), visione dell’albero come entità bio-meccanica uguale alla somma e alle relazioni delle sue parti e da cui discendono metodologie, tecniche, tecnologie, linee guida “ufficiali” (?), corsi, convegni ecc. (VTA, SIA, SIM, TSE, equazioni con sigma, metodologie “integrate” (?), metodologie pseudo-olistiche  ecc.) tutte collocate nel Riduzionismo ed infatti sono di tipo razionale*, analitico, induttivo, algoritmico, lineare ecc. (*= il termine “razionale” non tragga in inganno. In realtà, è nell’Olismo ed in particolare nel suo aspetto deduttivo che si nobilita l’aspetto razionale, anche l’aspetto razionale. La Ragione, la logica, che deduce dall’Intuizione. Nel Riduzionismo, invece, “razionale” sta per “solo razionale” il che è un guaio, forse Il Guaio). Insomma, anche quest’anno, per l’ennesima Festa dell’Albero, tanta demagogia e tanto fumo senza arrosto. Un’ennesima occasione sprecata. Nel mio Primo Libro, invece, - in uscita per Natale in self-publishing-  e precisamente nel 1° capitolo, mostrerò e soprattutto dimostrerò al lettore un contributo – inedito e originale – a quella grande svolta olistica di cui necessita - anche in tema di alberi – la nostra Società. In particolare, sul delicatissimo aspetto della valutazione di stabilità degli alberi specialmente in ambiente urbano. Augurandoci anche future Feste dell’Albero (2017, 2018, 2019 ecc.) migliori, finalmente migliori. Ad maiora! Luca Fortunato


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20 novembre 2016

Storia matematica della mia Teoria Xylella

Storia matematica della mia Teoria Xylella

 di Luca Fortunato

 fortunato.luca73@libero.it

 

Giorno 18/11/2016

Ore 01:30

Astraggo, deduco, dalla mia Teoria Xylella in versione di testo, i parametri tecnico-scientifici del “meccanismo” e li metto in simboli: D, h, Sf, P, tr, Sm. Li osservo tutti e tutti insieme. Cerco l’intuizione matematica ……  

Ore 06:00

Arriva l’intuizione! Ed immagino la Formula (vedi post precedente). Che relaziona i parametri! Di bella è bella. Ma funzionerà? Se una formula non è bella è sicuro che non funziona. Ma se essa è bella bisogna comunque verificarne il comportamento matematico. La bellezza indica sempre un’ alta probabilità di esattezza matematica. Ma non è detto. Per darmi forza e coraggio contemplo il volto di Poincaré …….

Ore 10:20

Verifica, dunque, del funzionamento matematico. Qualche ricerca, qualche libro, qualche calcolo e …..  funziona! Ed ora? Questa funziona davvero! Mi tocca pedalare sulla bicicletta che mi sono andato a cercare!

Ore 16:30

Considerazione: deve essere Sm < Sf . Ed è giusto! Ed r può assumere i seguenti valori euristici: 0,5 , 1 , 1,5. Provo …. ed è giusto! Non ci posso credere! Sottopongo il tutto, potendolo fare fortunatamente, al parere di un matematico. Attendo la sua risposta …..

Ore 20:35

Il matematico si pronuncia: è tutto ok! E ne ricevo pure i complimenti!!!

Ore 22:00

Ma ho un problema: e P? Ho l’immagine intuitiva in testa ma non riesco ancora a trovare il modo matematico per esprimerla …..

Giorno 19/11/2016:

ho la soluzione espressiva sulla punta della lingua (matematica). Ma niente non mi viene ….. Vado a correre, con musica a palla ……. Mi aiuterà? Grande Albert, aiutami tu! Prima di dormire: preghiera laica ad Albert …… “Caro Albert a 6 anni, mentre gli altri bambini leggevano Topolino, io leggevo la tua Teoria e la capivo …. Ti ho onorato sin da giovane età …. Mi hai fatto anche diventare miope …. Ed è colpa tua se mi sono appassionato alla Scienza, in particolare alla Medicina di cui nel tempo libero, mentre gli altri ragazzi andavano nel corso, ho divorato le varie enciclopedie che mi capitava d’incontrare. Per poi arrivare al mio vero e grande amore: gli alberi, in particolare quelli dei contadini ….. e allora Grande Albert ….. non abbandonarmi proprio ora! Anche tu non credevi in Dio ma credevi nell’esistenza di un “dio” (come armonia ed equilibrio) della Natura e dell’Universo. Dunque, se non ci aiutiamo tra di noi, tra noi esseri umani ……. Anche come entità “spirituali” ………”.

Giorno 20/11/2016 (cioè oggi ….):

Mi sveglio alle ore 07:00. E bang! Mi si staglia in mente un grafico cartesiano! (….. grazie Albert!). È fatta! Ho capito il comportamento di cui è responsabile P! Mi precipito giù in tavernetta per prendere un foglio, un altro foglio e una penna ed annotare le cose che nel frattempo mi arrivano in testa ….. Un piccolo inciampo sulle scale, distratto come sempre sono, rischio di farmi male, ma riprendo l’equilibrio, ma nelle orecchie di mia moglie – che, tra l’altro, è un matematico - è già arrivato il suono del mio inciampo, “Cosa hai combinato stavolta?” mi dice. “Niente. Sto solo finendo la mia teoria” le rispondo. “Ah bene, bene. Allora è tutto normale! Buon lavoro” conclude. Amo mia moglie.

E la storia matematica continuerà con interessanti sviluppi teorico-deduttivi dalle implicazioni tecnico-pratiche notevoli che già vedo ed immagino ma che dovrò, appunto, razionalizzare in formalismo matematico (troverete, dunque, tutto il matematismo di sicuro nel mio Secondo Libro a fine 2017-inizio 2018 .... e probabilmente qualcosa anche nel mio 1° Libro in uscita natalizia 2016 - insieme alla ormai già nota e già pubblicata versione di testo della mia stessa Teoria Xylella e che è già sufficiente per agire, fare ecc.. Vedrò, valuterò).

Intanto, sul fronte della cronaca, giunge la notizia - la trovate nel Web - che le indagini giudiziarie sul caso Xylella continueranno. Motivo: novità scientifiche interessanti al vaglio degli inquirenti.

E non e' finita: faccio notare sin d'ora che la formula e' un modello generale (non generalizzato!) applicabile ad ogni uliveto (salentino, non salentino, lucano, italiano, estero ecc.) ma che nello stesso tempo diventa modello specifico e identitario d'ogni uliveto proprio grazie alla struttura con esponenti e pedice della stessa formula valorizzando i quali infatti si ottiene la carta d'identità d'ogni uliveto. Lo so, bisogna masticare teoria - e le teorie dei grandi teorici- per cogliere certe cose e certe sfumature. Ma e' così  che stanno le cose. Chi non ci riesce, o si fida e si affida oppure perderà un mondo. Ma ciò non mi riguarda. Era giusto per completare il discorso che concludo così: altra grandissima ed efficacissima verità emerge oggi in tutta la sua bellezza e cioè che la matematica traduce e deve tradurre, in un secondo tempo, in simboli, in numeri, in grafici ecc. i discorsi razionali, di testo, derivanti a loro volta da immaginazioni ed intuizioni. Altrimenti, se utilizzata in senso contrario e/o partendo da dati, misurazioni ecc., assume un carattere induttivo che conduce al Riduzionismo e ai suoi guai.

Ad maiora! Luca Fortunato

 


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19 novembre 2016

Teoria Xylella anche in matematica

Teoria Xylella anche in matematica

di Luca Fortunato

fortunato.luca73@libero.it

 

D = [ (h) Sf  + P tr ] Sm

 

Luca Fortunato - Tutti i diritti riservati

 

Un’olistica e realistica speranza per gli ulivi (del Salento e non solo). Traduzione matematica finalmente ed inaspettatamente portata a termine nella giornata di ieri e perfettamente funzionante! Le intuizioni, anche matematiche, ti giungono quando meno te l’aspetti! Non sono programmabili! Se poi in particolare quelle matematiche le riesci a verificare - … e a tempo di record - nella loro correttezza formale con un addetto ai lavori … sei proprio fortunato! Seguite, dunque, i futuri sviluppi nel mio nuovo blog “Cittadino olistico” (cliccando sul Link che trovate qui a lato sulla destra) e/o aspettando l’ormai prossimissima uscita natalizia del mio 1° libro (con tutte le spiegazioni della formula e quant’altro). Ad maiora! Luca Fortunato  

 


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31 ottobre 2016

Di altre complessità (ma delle stesse necessità)

Di altre complessità (ma delle stesse necessità)

di Luca Fortunato

fortunato.luca73@libero.it


Come promesso, il blog prosegue su altro (potendo ormai permettersi di procedere su altro, anche su altro). Ebbene, la cimice asiatica, il cinipide galligeno, il punteruolo rosso, la tristeza degli agrumi, la sharka ecc. Cosi come la concentrazione media di anidride carbonica (CO2) in atmosfera che, l’anno scorso, è arrivata a livelli mai raggiunti in 3 milioni di anni! Pur nelle loro rispettive specificità e peculiarità, cosa hanno in comune tutti questi scenari? Si tratta di scenari complessi, di casi complessi (ovviamente complessi nel senso scientifico di Complessità e non nel senso comune). E quindi è necessario che gli addetti ai lavori si muovano all’interno del Paradigma dell’Olismo (del vero Olismo, ovviamente) e che, all’interno di esso, siano protagonisti tanto del momento sperimentale quanto del momento teorico e della loro sinergia ed integrazione. Sempre che si voglia abbassare la probabilità di compiere errori, di creare pasticci, altri pasticci ecc. E sempre che si voglia procedere alla risoluzione dei problemi (e non semplicemente alla sistemazione delle questioni …). Buon Halloween a tutti. Ciao ciao. Luca F.

 

 

 

 

 


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26 ottobre 2016

Xylella ad Ostuni: un taglio infondato.

Xylella ad Ostuni: un taglio infondato.

di Luca Fortunato

fortunato.luca73@libero.it

 

Nella notte, presso la stazione di carburanti in agro di Ostuni (Brindisi) tra le località di Rosa Marina e Monticelli, si è dunque proceduto all’abbattimento dell'albero d'ulivo risultato “positivo” alla presenza del batterio Xylella fastidiosa nonché all’abbattimento di altri ulivi di piccole dimensioni nel raggio di 100 m e degli oleandri che costeggiano la statale Brindisi-Bari e la complanare. Una azione, ancora una volta, oggettivamente infondata. Infatti, l’albero d’ulivo risultato “positivo” alla presenza del batterio Xylella fastidiosa è risultato altresì in buone condizioni cioè sano, senza alcun sintomo di disseccamento rapido (le notizie, i fatti, gli scenari, vanno considerati, raccontati e narrati nella loro interezza e completezza …..). E dunque, ancora una volta, il primo postulato di Koch non è stato soddisfatto. E dunque, ancora una volta, il fenomeno del disseccamento rapido non sembra essere necessariamente e linearmente e deterministicamente correlato alla presenza del batterio o alla sola presenza del batterio. E dunque, ancora una volta, l’esistenza di teorie alternative (come la mia, a cui si rimanda, in questo blog è nel post del 3 ottobre 2016) è motivata. Ed il poter sperimentare i rimedi che dalle stesse teorie alternative discendono (come i rimedi che discendono dalla mia teoria e che la mia stessa teoria indica, sempre post del 3 ottobre 2016) dovrebbe essere garantito, anzi, di più, dovrebbe essere incoraggiato. In una società civile. Del resto, in questo specifico caso, così isolato, si è persa l’occasione per fare del Salento “un laboratorio a cielo aperto” (non solo in “teoria” - come tanto augurato, auspicato, proclamato ecc. - ma anche in pratica!): invece di tagliarla la pianta – … preventivamente imballata a mo’ di mongolfiera! - essa andava osservata, studiata ecc. Se ne sarebbero potute ricavare preziose informazioni. Se la pianta, infatti, avesse in seguito continuato a non sviluppare il disseccamento rapido, ci si sarebbe definitivamente trovati in un altro caso di presenza del batterio/assenza di disseccamento (N.B. casistica prevista e spiegata dalla mia teoria) senz’altro utile per approfondirne il perché ed il come. Se la pianta, invece, avesse in seguito sviluppato il disseccamento rapido, ci si sarebbe trovati in un altro caso di multifattorialità (in questo caso, infatti, anche significativa presenza di smog, metalli pesanti, microclima d’asfalto vicino ecc.) da studiare nello specifico (N.B. multifattorialità prevista e spiegata dalla mia teoria) nonché ci si sarebbe trovati in un altro caso di significativa discontinuità territoriale e temporale  (N.B. scenario previsto e spiegato dalla mia teoria) senz’altro utile per approfondire la dinamica territoriale dell’intero fenomeno. Alcuni, nel Salento ma non solo nel Salento, sperano che sugli eventuali prossimi casi (o magari prima che si materializzino!) possa finalmente germogliare una apertura  paradigmatica da parte di chi fino ad ora si è mostrato chiuso, ancora chiuso. Per quanto mi riguarda, non posso che, come teorico, essere soddisfatto ovviamente, ma come cittadino fare auguri, tanti auguri, a tutta la stupenda Terra di Salento. Perché ne ha proprio, davvero, bisogno! E non certo per la presenza del batterio (che come tutti i batteri può diventare nocivo o restare innocuo a seconda del contesto) o della “sputacchina” (che si potrà anche fare dei viaggi negli abitacoli dei camion …. e allora?) ecc. ecc. ecc. Concludo questo mio imprevisto e davvero ultimo post – sentito come un dovere morale nei confronti di chi mi stima - così: [……] Sebbene la regola della salute con l’eccezione della malattia sia sempre sotto gli occhi ed il naso di tutti, l’attenzione che ne viene dedicata è scarsa o nulla (per emotività, per abitudini mentali di stampo riduzionistico che tendono a focalizzare l’attenzione sui dettagli senza rapportarli al quadro generale ecc.). Oppure l’attenzione che ne viene dedicata è volutamente scarsa o nulla (per ragioni di business, per ragioni mediatiche, per ragioni di potere ecc. e che dunque appartengono alla sfera dell’etica - o meglio alla sfera della non-etica! – ed eventualmente anche al lavoro della Magistratura qualora si ipotizzino reati).  [..…]           Da: Teoria Xylella, Autore: Luca Fortunato, pubblicazione del 03/10/2016 su www.lucafortunato.blogspot.com (post n. 84) e su www.lucafortunato.ilcannocchiale.it, invio pdf tramite PEC e tramite E-mail a diversi soggetti potenzialmente interessati. Tutti i diritti riservati (Legge 22 aprile 1941, n. 633 Protezione del diritto d’autore e di altri diritti connessi al suo esercizio).

 


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22 ottobre 2016

Arrivederci al libro ... anzi ai libri!

ARRIVEDERCI AL LIBRO ... ANZI AI LIBRI !

VAI SU: www.lucafortunato.blogspot.com  CIAO A TUTTI.  Luca F.


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21 ottobre 2016

Spartiacque Xylella

Spartiacque Xylella

di Luca Fortunato

fortunato.luca73@libero.it

 

Per quanto mi riguarda, la giornata di ieri (vedi i 2 post di ieri) segna uno spartiacque. Uno spartiacque positivo e felice.

Da una parte ho registrato questo: riguardo alla mia Teoria, mi hanno manifestato (4 colleghi, 7 agricoltori, 5 cittadini comunque interessati, 1 studioso estero) reazioni che posso sintetizzare in questa frase “E’ una prova della tua Teoria, è un fatto a favore della tua Teoria”. È vero. E’ proprio così. Ringrazio.

Da altra parte, però, ho registrato, apprendendolo dai media, reazioni (che nulla hanno a che fare con la mia Teoria, sia ben chiaro, ma che nulla hanno a che fare nemmeno con la Scienza in generale!) ancora di tipo sguaiato, forzuto, forzoso, polemico ecc. Ed anche ed ancora di tipo cocciuto, dogmatico ecc.

Ed allora, signori miei, ribadisco e riaffermo, il mio ruolo di teorico in tutta questa storia. Che mi sta bene, anzi benissimo. Per di più corroborato da risposte e riscontri reali. E nel ruolo di teorico ci resto.

Con un occhio vigile sul diritto d’autore inerente la mia Teoria (che può essere, appunto, utilizzata, già utilizzata, da chiunque, liberamente,  senza il bisogno che io ci sia ma citandomi “ Teoria Xylella di Luca Fortunato (Matera) pubblicata il 03/10/2016 su www.lucafortunato.blogspot.com e su www.lucafortunato.ilcannocchiale.it “. E dopo la pubblicazione del mio primo libro aggiungendovi: “ e pubblicata nel 2° capitolo del libro dal Titolo: (…), Autore: Luca Fortunato, Editore: (…) 2016 “.

E con il continuare ad occuparmi di altri casi complessi che saranno protagonisti del mio secondo e del mio terzo e del mio quarto libro ecc. negli anni a venire ecc.,

E collaborando, anche su altre cose, casi simili ecc. con tutti coloro che mi hanno manifestato stima e con i quali mi sto già organizzando. 

E se un domani mi dovessi accorgere che il “clima” in Salento è cambiato, potrei anche prendere in considerazione una estensione del mio ruolo di teorico sul caso Xylella-CoDiRO (cioè supervisionare le eventuali sperimentazioni per cercare di non far inciampare gli sperimentalisti che eventualmente se ne occuperanno in errori paradigmatici, contribuire anche ad ideare e a progettare le stesse sperimentazioni aspetto che a livello embrionale ho già in testa, dare consigli vari ecc. ecc.).

Ma fino a quando apprenderò, continuerò ad apprendere, di certe reazioni generali (sbagliate, ancora sbagliate, tanto nei contenuti – riduzionistici e/o dogmaticamente riduzionistici – quanto nei toni d’espressione – forzuti, forzosi, di fretta, di fare per fare, polemici ecc. ecc.), avrò chiaro il contesto (negativo) in cui io dovrei in un certo senso andarmi a mettere all’opera.

E visto che, sinceramente, non ne ho alcun bisogno (né teorico, né lavorativo, né strategico ecc. ecc.) visto, dunque, che per me sarebbe una cosa in più (avendo già dato tanto, del resto e avendo già tante ed altre prospettive che si sono aperte grazie a quanto ho fatto) non vedo proprio perché dovrei farlo in un “clima” negativo. Fosse, divenisse, positivo ….

Ad maiora!  

 


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20 ottobre 2016

La Xylella ad Ostuni (vista dall'Olismo) - 2

La Xylella ad Ostuni (vista dall’Olismo) - 2

 di Luca Fortunato

 fortunato.luca73@libero.it


segue dal precedente e odierno post: […] Il batterio Xylella fastidiosa, certamente presente nell’agro-ecosistema salentino, di per sé innocuo o non particolarmente problematico per gli ulivi, può divenire uno dei tanti fattori negativi per gli ulivi in una eventuale e casuale e non lineare ed anche caotica sinergia con altri fattori negativi presenti. Può concorre anch’esso a rendere complessa, ancora più complessa, la preesistente situazione di stress per le piante d’ulivo e dunque concorre anch’esso all’emergere del disseccamento rapido. Ma non come concausa, bensì come ulteriore elemento di complessità da cui il fenomeno del disseccamento rapido emerge, emerge spontaneamente. È diverso, è ben diverso. Da altra prospettiva: dove il batterio Xylella fastidiosa, non si è trovato, per puro caso, a non assortirsi, a non combinarsi, a non sinergizzarsi con altri fattori negativi per gli ulivi (scarsa sostanza organica nel terreno, residui tossici di diserbanti, funghi patogeni, mosca ecc.), altri fattori negativi però sufficientemente numerosi e critici, il disseccamento si è manifestato. Ecco perché si sono avuti, si hanno e si potranno ancora avere sia ulivi con disseccamento rapido e con la presenza del batterio, sia ulivi con disseccamento rapido ma in assenza del batterio, sia ulivi senza disseccamento rapido ma con la presenza del batterio, sia ulivi senza disseccamento rapido e in assenza del batterio. Ed ecco perché qualunque sia la sub specie o qualunque siano le sub specie del batterio Xylella fastidiosa in Salento, così come quanti e quali siano i ceppi, così come in qualunque modo esso sia giunto in Salento e da quanto tempo e come esso si muova sul territorio, sono aspetti del tutto irrilevanti ai fini, sul piano teorico, della comprensione e della spiegazione dell’intero Fenomeno e della deduzione dei rimedi, e ai fini, sul piano pratico, dell’applicazione in campo degli stessi rimedi da parte degli agricoltori. Del resto, l’appellarsi ai Postulati di Koch (che Oggi, nel continuo e progressivo affermarsi del Paradigma dell’Olismo, andrebbero comunque ed eventualmente considerati solo per il loro merito storico, visto che sono espressioni dell’ormai superato Paradigma del Riduzionismo) è stato vano ed inutile in quanto il primo postulato di Koch non è stato soddisfatto e non viene soddisfatto, come è noto. […]

Da: Teoria Xylella, Autore: Luca Fortunato, pubblicazione del 03/10/2016 su www.lucafortunato.blogspot.com (post n. 84) e su www.lucafortunato.ilcannocchiale.it, invio pdf tramite PEC e tramite E-mail a diversi soggetti potenzialmente interessati. Tutti i diritti riservati (Legge 22 aprile 1941, n. 633 Protezione del diritto d’autore e di altri diritti connessi al suo esercizio).

 


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20 ottobre 2016

La Xylella ad Ostuni (vista dall'Olismo) - 1

La Xylella ad Ostuni (vista dall’Olismo) - 1

 di Luca Fortunato

 fortunato.luca73@libero.it

 

La notizia è stata battuta qualche ore fa dall’ANSA: una pianta di ulivo “positiva” al test della presenza del batterio, con o senza sintomi di disseccamento rapido, è stata riscontrata ad Ostuni (Brindisi) in una zona nei pressi di una stazione di carburanti a circa 45 Km dal focolaio attualmente più a Nord. A ciò, risponde Teoria Xylella:

[…] Quando, ad esempio, nel Salento leccese, dai primi momenti del fenomeno CoDiRO (Complesso del Disseccamento Rapido dell’Olivo) a tutt’oggi, centinaia, migliaia di alberi d’ulivo sono appunto rapidamente disseccati, essi hanno rappresentato, e rappresentano tuttora, una bassa, una esigua, una piccola percentuale dei milioni di alberi d’ulivo che costituiscono l’intero agro-ecosistema uliveto del Salento leccese. Stessa cosa per la successiva “espansione” a Nord del fenomeno (o meglio per la successiva manifestazione macroscopica anche a Nord del fenomeno ….) e cioè con interessamento di alcuni territori nelle Province di Brindisi e Taranto. Ed è ragionevole supporre ed immaginare che anche una eventuale ed ancora ulteriore “espansione” più a Nord dei territori brindisini e tarantini attualmente “toccati” (dunque territori baresi, territori materani ecc.) farà materializzare un quadro d’insieme serio ma non grave cioè con uguale prevalenza degli ulivi sani rispetto agli ulivi disseccati o in disseccamento (così come ogni anno accade, in Italia, per il quadro d’insieme influenzale di noi umani ……). […]

[…] Sebbene in alcuni punti dell’intero agro-ecosistema salentino vi erano, e vi sono tutt’ora, dei veri e propri cimiteri d’ulivi (numerosi alberi completamente secchi) ed in altri ci si avviava, e probabilmente ci si avvia anche oggi, ad avere gli stessi scenari, questi punti caldi, questi focolai erano, e lo sono tutt’ora, dei punti appunto. Hanno sempre rappresentato, e rappresentano ancora, una bassa percentuale (sia in termini di superfici in ettari, sia in termini di numero di piante d’ulivo) dell’intero territorio coinvolto. Più numerose e più estese zone con ulivi sani, senza alcun sintomo e segno di disseccamento, hanno sempre separato, e separano ancora oggi, hanno sempre intervallato, ed intervallano ancora oggi, le zone colpite. Sono sempre stati, e sono ancora oggi, diversi milioni gli ulivi sani, da Santa Maria di Leuca ai confini a Nord della Terra di Salento, rispetto a qualche migliaio di ulivi colpiti da disseccamento rapido. Diversi milioni a fronte di qualche migliaio […]

[…] Quanto all’espansione verso Nord del fenomeno del disseccamento rapido, in realtà non si tratta di una espansione, di un avanzamento, di contagio, di espansione territoriale del contagio, dell’insetto vettore che si muove o che viene mosso (con i mezzi di trasporto, ad esempio) ecc. Si tratta, invece, di un materializzarsi locale di quelle particolari condizioni multifattoriali di stress (medio e soprattutto alto) per le piante d’ulivo. Ed esse si materializzano in seguito, successivamente a quelle avutesi nelle prime zone e nei primi tempi del fenomeno perché man mano che ci si sposta dal Salento leccese gallipolino verso Nord Est, verso Nord e verso Nord Ovest il clima si fa man mano più stabile nel suo complesso e l’habitus degli ulivi diventa man mano più simile a quello degli ulivi delle altre zone della Puglia, delle zone della Basilicata ecc. Sempre nel complesso. […]

Da: Teoria Xylella, Autore: Luca Fortunato, pubblicazione del 03/10/2016 su www.lucafortunato.blogspot.com (post n. 84) e su www.lucafortunato.ilcannocchiale.it, invio pdf tramite PEC e tramite E-mail a diversi soggetti potenzialmente interessati. Tutti i diritti riservati (Legge 22 aprile 1941, n. 633 Protezione del diritto d’autore e di altri diritti connessi al suo esercizio).

Continua nel successivo e sempre odierno post ...

 


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19 ottobre 2016

Xylella e Potere

Xylella e Potere

di Luca Fortunato

fortunato.luca73@libero.it

 

Per quanto riguarda la mia Teoria Xylella e il suo destino in Società, le “regole del gioco” sono ben esemplificate da tutti i post che sono seguiti al post di pubblicazione della Teoria del 3 ottobre  (post successivi, dunque, dal 6 al 17 ottobre, che invito il lettore di oggi a tenere bene a mente). Post di commento a reazioni avute.

Prima di pubblicare la mia teoria e prima di diffonderla anche come pdf a mezzo PEC ed e-mail, desideravo, mi auguravo, una cosa: che essa potesse vivere e provocare reazioni (di qualunque tipo) ma al di fuori dell’establishment (politici, vertici burocratici e vertici accademici, in particolare).

E senza - volutamente - coinvolgere la stampa, i giornali ecc. I quali ovviamente, se vorranno, sui fatti (che già esistono: la Teoria c’è, è pubblicata, è fruibile, sta girando tanto, io esisto, sono contattabile ecc. ecc. e che esisteranno: si vedrà quali), cioè se riterranno tali fatti delle notizie (a loro insindacabile giudizio) saranno i benvenuti.

Notizie, ad ogni modo, lo sono già, per tante persone ed appartenenti a diverse categorie della Società.

E, dunque, e comunque, bene. Anzi benissimo. Perché, da 16 giorni ormai, sta avvenendo proprio questo. E’ avvenuto proprio questo. Un svolta dal basso. Volevo così. Sta andando così. Anzi, è già andata così. E, per di più, con reazioni positive.

Mi basta. Mi basta eccome. Sono realista. L’aver avuto l’inattesa stima dei tanti che mi hanno appunto manifestato stima, mi basta. E mi incoraggia a proseguire il mio lavoro teorico ed olistico anche su altri casi, fenomeni ecc. e il mio lavoro di autore di libri ecc. e le altre cose della mia vita (lavorativa e non) ecc.

Quello che potrà avvenire d’ora in poi non mi interessa. Nel senso che, fermo restando l’eventuale difesa del diritto d’autore (con soggetti fuori dall’establishment o con soggetti nell’establishment) e fermo restando che mi sta a cuore l’olivicoltura salentina e l’intero Salento, io mi potrei rapportare riguardo alla mia Teoria e al suo essere in Società solamente con soggetti rispettosi delle “regole del gioco” richiamate e che, del resto, non ho certamente stabilito io ma che sono emerse, emergono, per pura oggettività della questione.

Ora, la probabilità che soggetti fuori dall’establishment possano rispettare le regole del gioco è abbastanza alta, è medio-alta. Si può fare, si potrebbe fare. Si può e si potrebbe interloquire, collaborare, confrontarsi, organizzarsi ecc. Ha e avrebbe senso. Benché essendo un teorico il mio lavoro è fatto e compiuto, potrei comunque estenderlo per supervisionare ed in parte anche ideare le sperimentazioni che eventualmente avverranno, che si vuole che avvengano (e questo desiderio, mi dicono, già c’è) visto che è altamente probabile che nel corso delle stesse sperimentazioni o nelle loro ideazioni gli sperimentalisti possano inciampare in significativi errori paradigmatici e che a un certo punto porterebbero a dover ricominciare tutto da capo o porterebbero a sbagliare del tutto le stesse sperimentazioni. È e sarebbe ragionevole, insomma. Fuori dall’establishment. Certezza non vi è mai, ma il margine è ottimo.

Quanto invece all’eventualità di rapportarmi all’establishment, con l’establishment (in conseguenza dell’eventuale invito da parte dello stesso establishment) non ho alcuna riserva, pregiudizio, preconcetto ecc. Se non la ragionevole constatazione, tenuta ben a mente e che terrei ben a mente in ogni circostanza, della reale statistica in seno al Nostro Bel Paese: il 99% dei politici imbroglia, il 99% dei vertici burocratici istituzionali è servo della politica, il 99% degli accademici è dogmatico. Il che, appunto, vuol dire che mi potrebbero capitare politici e dirigenti e accademici appartenenti all’1% virtuoso delle rispettive categorie! Politici che non imbrogliano, dirigenti realmente autonomi, accademici ragionevolmente possibilisti. Magari. Perché no? Mai dire mai! Statisticamente improbabile ma realmente possibile.

Questo per rispondere a chi – negli ultimi 4 giorni in particolare - in modo assolutamente educato, garbato, legittimo ed anche gradevole, devo dirlo – è stato probabilmente mandato in avanscoperta dall’establishment per sondare la mia eventuale predisposizione a interloquire, collaborare ecc. ecc. ecc.

E perché no? Dove è il problema?

Caro Establishment, magari con un pizzico di spontaneità, di spontaneismo, di freschezza e di informalità a precedere l’eventuale formalità, mi dimostreresti che sei comunque sulla buona strada per il rispetto delle richiamate e naturali regole, cosa che certamente mi farebbe almeno prendere in considerazione il Tuo interessamento e quello che hai da propormi. Per poi vedere, valutare ecc.

Vi è stata, vi è, e vi sarà sempre una forte, fortissima componente etica in tutta questa storia, Caro Establishment, Te ne si accorto? Il contenuti scientifici non sono stati, non sono e non saranno mai in rapporto alla sfera etica, influenzati dalla sfera etica, influenzabili dalla sfera etica. Ma la loro esistenza in Società sì. La loro esistenza nelle menti e nelle mani dei lettori e dei fruitori deve essere etica. Dunque, Caro Establishment, o entri nel gioco (con spontaneità, spontaneismo, freschezza,  rispetto delle regole richiamate ecc. ecc.) o continuerai a fare lo spettatore del nuovo gioco iniziato dalla mia Teoria (che è già avvenuto, avviene e continuerà ad avvenire sotto il Tuo naso, che credevi essere buono. Credevi …). Ed un domani, se avrai giocato correttamente dovrai rendere conto, alla gente, del Tuo nuovo e diverso impegno (e sarebbe una cosa); se avrai giocato scorrettamente Ti dovrai presentare davanti alla Legge, che è uguale per tutti (e sarebbe ben altra cosa); ma se, invece, non avrai proprio giocato dovrai rendere conto, sempre alla gente, del tuo rimanere a guardare che - aggiungendosi al tuo precedente gioco sballato in funzione delle teorie riduzionistiche smentite dai relativi e conseguenti rimedi non funzionanti, dal comportamento territoriale del fenomeno ecc. ecc. ecc. – decreterebbe la Tua definitiva sconfitta.

Se giochi, potresti subire uno scacco. Se non giochi, subisci scacco matto.

 Ad maiora! E con tutta la trasparente disponibilità del Mondo. Luca Fortunato 

 

 

 


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19 ottobre 2016

Anche d'Economia (agraria) e di Estimo

Anche d’Economia (agraria) e di Estimo

di Luca Fortunato

fortunato.luca73@libero.it

 

Riguardo ad altri importanti ed attualissimi temi che tratto - sempre in modo olistico ed inedito - nel mio primo libro (prossimo alle stampe in self-publishing), in questi giorni ho trovato 2  vere e proprie  chicche, classiche ed autorevoli, che tanto si sposano con le mie idee olistiche, che tanto si oppongono - già si opponevano - al Riduzionismo, e che tanto bene possono fare a chiunque visto che la loro valenza oltre ad essere specialistica, per addetti ai lavori, è anche di tipo generale e culturale. Buona lettura. Un saluto. A presto. Luca F.

1.[…] ”Vi è chi ritiene che la formazione dei prezzi sia determinata solo dalla quantità dei prodotti che vengono scambiati. La parte non mercantile della produzione agraria costituirebbe una massa di beni priva di ogni influenza sulla formazione dei prezzi. […] Siamo contrari a questa tesi. In realtà il mercato regola tutta la produzione, anche quella che non è oggetto di transazioni commerciali, e la regola tutta allo stesso modo, con un solo meccanismo economico” […] – Da: “Economia e Politica agraria”, Autore: Mario Bandini, Editore: Edizioni Agricole (1962).

2.“L’Estimo è quella disciplina che insegna ad esprimere motivati giudizi sul valore dei beni economici […]. Ma il valore dei beni economici non è un attributo fisso e permanente di essi, non è una loro intrinseca qualità. Il valore è un fatto dell’uomo e non una proprietà oggettiva dei beni. Sicché per uno stesso bene economico, nel medesimo tempo e luogo, non uno ma più valori possono essere determinati in relazione al fine, motivo o ragione pratica della stima […] L’essenza logica di ogni valutazione è l’atto sintetico dell’intelletto col quale si riconosce che due cose possono sostituirsi l’una all’altra per un certo scopo, ossia per raggiungere un determinato fine. Dal punto di vista logico valutare significa dunque esprimere giudizi di equivalenza di due cose per un medesimo impiego. [..] E poiché uno scopo determinato, concreto, non esiste se non per una data persona, in date circostanze, deriva che l’equivalenza è relativa ad una data persona, in date circostanze.  [...] L’immanenza della previsione in ogni stima risulta dalla natura stessa del giudizio di stima che, come abbiamo detto, altro non è che un giudizio di equivalenza ipotetica tra moneta ed oggetto stimato […] Il previsto prezzo o giudizio di stima è la previsione intorno al prezzo di mercato realizzabile in un possibile scambio in determinate circostanze, fra determinate persone; la sua natura è dunque eminentemente probabilistica. […] – Da: “Teoria e Pratica delle Stime”, Autore: Nino Famularo, Editore: UTET (1963).


17 ottobre 2016

Scienza: fondamentali distinzioni e salvifiche verità

Scienza: fondamentali distinzioni e salvifiche verità.

di Luca Fortunato

fortunato.luca73@libero.it

 

A mo’ di saluto ai miei lettori (a mo’ fotografico nel mio Nuovo Blog “Cittadino olistico” post n. 90, vedi Link a lato), volentieri riprendo importanti aspetti per esplicitarli ancor di più. Per far si che sempre più persone (oltre alle già numerose che in questi bei giorni post pubblicazione Teoria Xylella – vedi post del 3 ottobre - mi hanno manifestato,anche oggi, positività ben oltre le mie stesse aspettative, non smetterò mai di sottolinearlo e non smetterò mai di ringraziare tutti) possano familiarizzarvi.Anche, ma non solo, in vista dell’ormai prossima uscita del mio – ed intero! - primo libro. Buona lettura. Ciao ciao. Luca F.  

Fior fiore di scienziati, tra cui il geniale Henri Poincaré, hanno argomentato, mostrato e dimostrato la falsa, inesistente, distinzione tra scienza pura (o di base) e scienza applicata, tra ricerca pura (o di base) e ricerca applicata ecc. Quel che invece esiste, esiste realmente, e deve esistere, con notevoli e significative e positive implicazioni per il progresso delle conoscenze è la distinzione - all’interno della Scienza così come all’interno delle singole scienze (Fisica, Chimica, Biologia, Ecologia, Agronomia ecc.) così come nell’esercizio professionale scientifico, tecnologico e tecnico - del momento teorico e del momento sperimentale:

le osservazioni, le misurazioni, la raccolta dei dati, le induzioni, la formulazione anche matematica delle leggi sperimentali (regolarità nei dati)ecc. appartiene al momento sperimentale; le spiegazioni delle osservazioni,delle misure, dei dati, delle leggi sperimentali ecc. appartiene al momento teorico. Così come al momento teorico appartiene l’unificazione di diverse leggi sperimentali all’interno di una teoria;

le libere attività mentali scientifiche (intuizioni, immaginazioni,ipotesi, concettualizzazioni, deduzioni, teorie, previsioni, formulazioni matematiche ecc.) appartengono al momento teorico; la sperimentazione e la verifica, così come l’utilizzazione e l’applicazione, delle intuizioni, delle immaginazioni,delle ipotesi, delle concettualizzazioni, delle deduzioni, delle teorie, delle previsioni, delle formulazioni matematiche ecc. appartiene al momento sperimentale.

Da ciò deriva, questa volta realisticamente e giustamente, la distinzione tra Fisica teorica e Fisica sperimentale, tra Chimica teorica e Chimica sperimentale, tra Biologia teorica e Biologia sperimentale, tra Ecologia teorica ed Ecologia sperimentale, tra Agronomia teorica ed Agronomia sperimentale ecc. Così come la distinzione tra lo scienziato teorico e lo scienziato sperimentale oppure tra lo scienziato nel momento teorico e lo scienziato nel momento sperimentale. Stessa cosa per il Tecnologo, stessa cosa per il Tecnico ecc.

Tutto ciò infatti è valido ad ogni scala e ad ogni livello. I Giganti storici del momento sperimentale e del momento teorico - specialmente in seno alla Fisica - ci possono tuttavia essere d’aiuto anche per i nostri livelli più quotidiani, diciamo così, e nell’ambito di ogni altra scienza, di ogni altra disciplina scientifica ecc. : sono stati sperimentalisti Galileo Galilei, Michael Faraday, Ernest Rutherford, Marie Curie ecc.; sonostati, invece, teorici James Clerk Maxwell, Albert Einstein, Max Planck, Ettore Majorana, Richard Feynman ecc.Rari, rarissimi, i casi in cui una persona è stata talentuosa sia come teorico che come sperimentalista (Enrico Fermi, ad esempio).   

La sana e positiva dialettica (gnoseologica, epistemologica,professionale, lavorativa ecc.) tra la teoria e la sperimentazione, tra i teorici (scienziati, tecnologi, tecnici) e gli sperimentali o sperimentalisti (scienziati,teorici, tecnici) ecc. assicura il progresso delle conoscenze (nelle grandi e nelle piccole cose, ad ogni scala e ad ogni livello) e rende bassa o più bassa la probabilità di errore, di inefficacia, di inefficienza.

I due momenti dialettici, anzi i due mondi in dialettica, sono e devono essere indipendenti ed autonomi. Ma sono e devono essere, allo stesso tempo,parti di un Tutto.

Ed in entrambi vi è la Matematica. Ma con un significato diverso. Nel mondo sperimentale la Matematica è un mezzo, è uno strumento. Potentissimo, ma comunque un mezzo, uno strumento. Guai, dunque, a farne conoscenza in sé,compiuta! In funzione della quale, magari, prendere direttamente decisioni, far direttamente consulenza ecc. Nel mondo teorico, invece, la Matematica è anche,a volte, vera e propria conoscenza. E, quando capita, …. guai a non accorgersene! Guai ad aver l’oro sotto il naso e a non vederlo!  

Ed in entrambi vi è la tecnologia (strumenti, apparecchi, computer,strutture  ecc.). Ma anche qui con un significato diverso. Nel mondo sperimentale, e per gli sperimentalisti e per il loro lavoro, essa è sempre essenziale. Nel mondo teorico, invece, per i teorici ed il loro lavoro, essa non è detto che lo sia: può esserlo o meno a seconda del caso in esame, del fenomeno che si studia, delle problematiche che saltano fuori ecc.  

Ed entrambi i mondi (con i loro rispettivi addetti ai lavori) si rapportano tanto al Paradigma del Riduzionismo quanto al Paradigma dell’Olismo.Ma è evidente che mentre per il Riduzionismo il mondo teorico è quasi un nemico(il Riduzionismo teoricamente è di una banalità unica: “il tutto è uguale alla somma delle parti “ ! Una banalità unica che però è risultata storicamente pericolosa ed ancora oggi risulta essere pericolosa e che in ogni caso gli fa meritare la dicitura di “paradigma praticone” con un fare spesso cieco, comunque e sempre smodato, esagerato, da rapina, forzuto e forzoso), per l’Olismo tanto il mondo teorico quanto il mondo sperimentale sono i benvenuti (fermo restando le fondamentali distinzioni che li caratterizzano e li devono caratterizzare).

È ovvio che teoria, teorico ecc. nel loro autentico significato cioè nel loro significato scientifico, tecnologico, tecnico,professionale ecc. non sono assolutamente da confondere nel loro significato comune (cosa campata in aria, ad esempio. Ma anche nella didattica distinzione tra teoria e pratica nell’ambito di una disciplina, di un corso ecc.).

Fatte le dovute distinzioni e le dovute precisazioni, si può tranquillamente affermare che, visto l’Oggi ecologicamente e socialmente inguaiato come non mai, il Futuro del Mondo sarà roseo o sarà nero a seconda che della teoria se ne saprà cogliere o meno il suo grande valore, il suo grande ruolo, la sua grande forza, la sua grande luce, la sua grande utilità. E tutto ciò possibilmente in rapporto al Paradigma dell’Olismo, meglio se in rapporto al non banale Olismo: “il tutto è maggiore della somma delle parti”.

  

   


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permalink | inviato da lucafortunato il 17/10/2016 alle 20:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


13 ottobre 2016

Il Riduzionismo avrà finito anche di recitare ?

Il Riduzionismo avrà finito anche di recitare ?

di Luca Fortunato

fortunato.luca73@libero.it

 

Tengono banco, come non mai, proprio in questo periodo e in questi giorni, in Società e in TV (su Mamma Rai e sulle private, avete visto, no?), sui blog ecc. temi complessi e casi complessi. Alcuni dei quali (cibo, rapporti agricoltura-ambiente, dissesto idrogeologico, stabilità degli alberi, estimo, didattica verde ecc.) li tratto negli altri capitoli del mio primo libro. Felice d’aver azzeccato lo Spirito del Tempo. E soprattutto di dire la mia in modo motivato, inedito, non banale e fuori dal coro (o meglio dal gregge …). La mia teoria sul caso Xylella (2° capitolo del libro, pubblicato in anticipo, in questo blog nel post del 3 ottobre ’16, vedi) ormai viaggia da sola, sta continuando a viaggiare da sola, e meglio di quanto io stesso avrei creduto fino a qualche giorno fa (in soli 10 giorni, 14 reazioni: colleghi, agricoltori, cittadini ecc. dalla Basilicata, dalla Puglia …. e dall’Estero! 12 positive, 2 neutre di informazione divenute, in seguito, anch’esse positive! Meglio di così!). E, come per ogni cosa del genere, il suo viaggio sarà lungo, di mesi e di anni. E, ovviamente, chi ha già perso il treno lo ha perso e basta. Ma chi può ancora salirci su …. si dia una mossa! Ad ogni modo, il problema è suo. Non certamente mio. Anzi, ora, posso dire non certamente nostro! Ma anche intorno agli altri temi complessi e agli altri casi complessi, dicevo, qualcosa inizia a muoversi sul serio. Anche tra gli addetti ai lavori. Di solito, sempre in ritardo rispetto al buon senso della gente, dei cittadini in genere. Come è sempre in ritardo la Realtà rispetto alla “finzione” artistica, cinematografica ecc. (e che a ben vedere non è finzione ma visione, visione anticipata …! Altro che chiacchiere reali!). E così, per esempio, ci si inizia a render conto che gli sfasamenti di filiera che portano ai pazzi prezzi di mercato dei rispettivi prodotti non possono essere affrontati, ancora affrontati, con le solite teorie e le solite pratiche collocate all’interno del Riduzionismo! Che per avere probabilità di trovare soluzioni bisogna rivolgersi all’Olismo. I coraggiosi avranno soddisfazione in un apposito capitolo del mio primo libro. Che ho scritto, con umiltà certamente. Ma che ho scritto! Proponendo alternative. E così, altro esempio, ci si inizia a render conto che la stabilità degli alberi non può essere valutata – clinicamente e/o strumentalmente – rimanendo all’interno del Paradigma del Riduzionismo (VTA, SIA, SIM, TSE, equazioni con sigma ecc. ecc. ecc.). E che bisogna balzar fuori, nell’Olismo. Anche qui, i coraggiosi avranno soddisfazione in un apposito capitolo del mio primo libro. Che ho scritto, sempre con umiltà, certamente. Ma che ho scritto!  Proponendo un mia metodica olistica (tra l’altro pure già utilizzata e con successo). E così, esempio finale, ci si inizia a rendere conto che riguardo al cibo (produzione, qualità ecc.) e all’alimentazione e alla nutrizione ci troviamo per davvero in un mare di guai (documentato dai media, dai libri, da testimonianze ecc.) e che tale mare di guai si è generato soprattutto per teorie e pratiche collocate all’interno (…. indovinate un po’?) …. del Riduzionismo! Sempre Lui! Ed anche su questo, il mio libro dice la sua. In seno all’Olismo, naturalmente! Per non parlare di altre cose complesse (e che ovviamente il mio libro non tratta! E che spero verranno trattate –olisticamente, però -  in altri futuri libri di altri autori) come il fenomeno delle migrazioni, della fame nel Mondo, del terrorismo ecc. ecc. ecc., su cui le teorie e le pratiche riduzionistiche hanno mostrato la loro inefficacia peggiore e la loro inefficienza peggiore. Considerazione e domanda finale: da decenni ormai il Riduzionismo è estinto, sconfitto e superato dall’Olismo, nella contenutistica, nei contenuti scientifici, tecnologici, tecnici, professionali, politici, economici, culturali, etici ecc. Il Riduzionismo ha resistito e resiste ancora, anche se sempre meno, nelle recite formali dell’establishment. Del resto, sarebbe stato ingenuo sorprendersi del contrario. Data l’estinzione contenutistica del Riduzionismo - dai primi anni del Novecento - almeno la sua esistenza formale sarebbe certamente esistita per altro tempo ancora. E così, di fatti, è stato. Ma ora? E’ forse davvero giunto il Tempo dell’estinzione anche formale del Riduzionismo? La gente è stanca, stanca della linearità (riduzionistica), dell’algoritmica (riduzionistica), della razionalità (riduzionistica), del determinismo (riduzionistico), delle analisi (riduzionistiche), delle aggregazioni (riduzionistiche), delle somme (riduzionistiche), del meccanicismo (riduzionistico), del bio-meccanicismo (riduzionistico), del semplicismo (riduzionistico), della burocrazia (riduzionistica per eccellenza!), della “forza” e della “aridità” (espressioni del riduzionismo più becero ..) ecc. ecc. ecc. E di tutte le questioni che, così, restano sempre momentaneamente sistemate ma mai risolte! La gente vuole organicismo ed equilibrio (sociale, etico, politico, economico, lavorativo, ecologico, scientifico, tecnologico, tecnico ecc. ecc. ecc.). Che solo l’Olismo – con il suo modus operandi di tipo intuitivo, sintetico, euristico, non-lineare ecc. ecc. ecc. - è in grado di trovare e di dare. Senza tocchi di bacchetta magica o di miracolismi. Ci mancherebbe. Ma che è in grado di dare, di dare concretamente. Il Grande Guaio sta per finire anche la sua recita formale? Auguriamocelo tutti. Ad maiora! E al libro! Luca Fortunato


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permalink | inviato da lucafortunato il 13/10/2016 alle 15:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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